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Vita da strega Print
di Gianluca Morozzi   
[dunque]

Dai che ti spiego come sono andate le cose, Danny. Te lo meriti.
Posso chiamarti Danny, vero?
Lo immaginavo.

[litigio]

Un pomeriggio ero in casa che litigavo con la mia ragazza. La discussione ruotava intorno a un unico argomento, cioè il fatto che le sue amiche mi avevano visto baciare un'altra in un pub irlandese e curiosamente erano andate a dirlo alla mia ragazza. Dato che la mia filosofia in questi casi è: negare anche l'evidenza più solare, la discussione stagnava ormai da un'ora e mezzo.

[discussione]

La mia ragazza: La stavi baciando! Ti hanno visto!
Io: No. Mi prepari il caffè?
La mia ragazza: Ti ci affogo nel caffè! Hai baciato un'altra! Stronzo!
Io: Non voglio insistere, ma quel caffè mi servirebbe proprio...
La mia ragazza: Chi è la troia? Dimmelo! È più magra di me?
Io: Non so di cosa parli. Se vuoi lo preparo io, il caffè, ma non lamentarti se do fuoco alla cucina.
La mia ragazza: Vuoi smetterla di cambiare discorso? Ti hanno visto che baciavi un'altra!
Io (sbuffando, alzando gli occhi al cielo): Vabbè, sentiamo, allora. Chi è che mi avrebbe visto mentre baciavo un'altra?
La mia ragazza: TE LO STO DICENDO DA UN'ORA! Le mie amiche! Ti hanno visto le mie amiche!
Io: Be', cara: ti fidi più di me o delle tue amiche?
La mia ragazza: Delle mie amiche.
Io (corrucciato): Mi ferisci, cara. Lo sai che la fiducia è la base di una relazione. Come possiamo costruire qual-cosa insieme se ti fidi più delle tue amiche che di me?
La mia ragazza: Non rigirare le cose! Hai baciato un'altra! Stronzo!
Io: No.
Effetto sonoro: DRIIIIIN!

[la bella ragazza alla porta]

Ecco, Danny. Tu che sei un uomo di mondo puoi immaginare, suppongo, con quale gioia avevo accolto il trillo del campanello. Ero corso ad aprire entusiasta, pronto a parlare a lungo di Noè con un testimone di Geova, a farmi cablare l'appartamento da un viscido promoter informatico, tutto, pur di non continuare quella triste discussione. Mi ero precipitato alla porta inseguito da una scia di improperi, e mi ero trovato di fronte Scarlet. Scarlet, la strega dei Vendicatori. Lei, proprio lei. Con tanto di costume rosso, le lunghe dita strette intorno al mio romanzo L'era del porco.
Morozzi?, aveva zufolato la bella Scarlet.
Sono io, avevo sussurrato.
Sono una tua grandissima fan, aveva detto. Potremmo andare da qualche parte a parlare della tua opera?
Con grande piacere, avevo detto. Avevo già indossato il mio giubbotto nero, quando la mia ragazza si era materializzata con occhi di fuoco.
Ah! aveva sibilato. È lei, allora. Ti piacciono le rosse adesso?
Scarlet l'aveva guardata alzando appena un sopracciglio.
È la tua ragazza?, aveva chiesto.
Già, avevo ammesso.
Ora non più, aveva sogghignato agitando la mano destra nell'aria.
Di colpo la mia ragazza aveva dimenticato di aver mai litigato con me, di aver mai avuto una relazione con me, di aver mai sentito quella storia del pub dalle sue amiche, anzi, aveva d'un tratto scoperto di essere sessualmente attratta da tutte le sue amiche. Nessuna esclusa.
Risolto il problema, io e Scarlet eravamo andati a parlare del nostro rapporto di reciproca ammirazione.

[la mia mente lavorava a frenetico ritmo]

Mentre scendevo le scale, naturalmente, la mia mente lavorava a frenetico ritmo. La prima volta che esci con una ragazza è sempre un po' un'incognita, no, Danny?
Hai pochi elementi su cui impostare conversazione e abile gioco seduttivo, e devi averli ben chiari.
Quand'ero uscito con quella ragazza che - a te posso dirlo - ho effettivamente baciato al pub irlandese, mi ero stampato in testa i seguenti elementi: gruppo preferito gli U2, film preferito Harry ti presento Sally, bevanda preferita lo spritz. Pochi elementi, ma chiari.
E poi, Danny, ricordi le uscite con le ragazze ai tempi della scuola? Quando cercavi di inquadrare mentalmente la sua famiglia, tipo, padre che la vuole in casa alle otto di sera, fratello gelosissimo che ti mena se vi trova insieme, sorella di gran lunga più figa di lei, cose così. Ecco.
Scendendo le scale con Scarlet, avevo sfogliato mentalmente novantacinque chili di fumetti per ricostruire brevemente quel che sapevo dell'affascinante strega. Dei suoi poteri. E della sua inquietante famiglia.

[wikipedia]

Intanto: Scarlet è una mutante con poteri di portata virtualmente illimitata. Può alterare le probabilità causando effetti casuali che chiama incantesimi, ma che non hanno nulla a che vedere con la magia. È comunque istruita nelle arti magiche, che può utilizzare per accrescere i suoi poteri. Può modificare l'andamento degli eventi fino a modificare completamente la realtà.

Bello avere Wikipedia sotto mano, eh?

[l'allegra famigliola]

Il padre di Scarlet è piuttosto famoso. È Magneto, il signore del magnetismo, nemico giurato degli X-Men e del genere umano. Non è proprio un cattivo-cattivo, diciamo. È un cattivo di quelli nobili, e con un lato potenzialmente eroico. È stato anche il capo degli X-Men, a un certo punto, nonché migliore amico del professor Xavier che è, come dire, il capo dell'altra fazione.
Dunque, intanto Magneto è stato prigioniero ad Auschwitz. Non aveva ancora sviluppato i suoi poteri, all'epoca. Ha avuto una prima figlia, e gli è stata uccisa. Quando ha manifestato i poteri mutanti sua moglie è scappata, incinta di due gemelli. Scarlet, cioè. E suo fratello Quicksilver.
Suo fratello Quicksilver, be', secondo me è matto come il classico cavallo, davvero, oltre ad avere un rapporto morboso con la sorella. Non potendo avere la sorella si è sposato con Crystal degli Inumani, che è un po' la Brooke Logan dell'universo Marvel. Tra il rapporto incestuoso irrisolto con la sorella e l'amore per quella grandissima - scusate - baldracca di Crystal degli Inumani, una che una volta va con la Torcia Umana, una volta va col Cavaliere Nero, una che ha una famiglia in cui il più normale è il cane che si teletrasporta, be', per forza uno poi diventa matto.
La sorellastra di Scarlet è Polaris, e se non è pazza lei, scusate, non so chi sia pazzo tra tutti i pazzi che infestano la casa degli X-Men. Una che prima le dicono che siccome ha gli stessi poteri di Magneto allora è la figlia di Magneto, poi le dicono che non è vero, quel Magneto lì che diceva che era suo padre era un robot, poi quattrocento numeri dopo fanno un test e dicono che sì, è proprio la figlia di Magneto, e nel frattempo la povera Polaris è stata mentalmente posseduta da Erik il Rosso, da Malice, dal Re delle Ombre, eh, si diventa matti per forza.
Riassumendo l'album di famiglia di Scarlet, il padre è un noto terrorista mutante, i fratelli sono due matti conclamati e la cognata è la più gran troia dell'universo Marvel. Deglutisco.

[i suoi imbarazzanti ex]

L'ex marito di Scarlet si chiama, be', la Visione, ed è un robot. Un sintezoide, vabbè, ma in sostanza un sintezoide è un robot. Non fatemelo spiegare. Ho già il mal di testa.
Un giorno compare questo robot nel palazzo dei Vendicatori, Scarlet lo vede e, ovviamente, se ne innamora. Che è una cosa proprio da persona normale, innamorarsi di un robot. Vedi un pezzo di metallo e circuiti e subito pensi Però, che bell'uomo, che portamento elegante, che giunture oliate.
Come se domani mia madre porta a casa una nuova lavastoviglie, io guardo la lavastoviglie e dico Soccia che figa.
Poi, siccome gli schemi mentali della Visione sono gli stessi di Wonder Man, Scarlet si innamora anche di Wonder Man. Che è uno che è morto e risorto, tra parentesi. Che a un certo punto muore di nuovo, ma siccome Scarlet ci tiene al suo amante ufficiale, con la magia lo fa risorgere di nuovo.
Riassumendo: la donna con cui stavo uscendo aveva avuto un robot per marito e un plurideceduto come amante. Bel coraggio, eh, Danny?

[i suoi teorici figli]

Che poi aspetta, non è mica finita qui.
Al di là del fatto che Scarlet è stata allevata da una donna mucca, è stata cresciuta da una famiglia di zingari. Tanto per fare filotto con tutti i perseguitati della storia, ebrei, zingari, mutanti, streghe. E poi i figli, ah, c'è la storia dei figli.
Scarlet e Visione avrebbero avuto due figli. Come fa un robot ad avere dei figli? Eh, non può. Quindi, i figli se li era creati Scarlet con la magia. Solo, poi, dato che non esistevano, erano spariti. E lei, giustamente, era andata leggermente giù di testa. Solo un po'. Giusto il tempo di far fuori metà dei Vendicatori, ricreare il mondo e decimare la popolazione mutante. Robetta. Errorini. 
Ora, pare, i figli sono ricomparsi tra i Giovani Vendicatori.
E uno dei due è gay.

[l'aperitivo]

Dunque, avevo portato la bella Scarlet a bere qualcosa da Strutto Lad il Legionario, una lurida osteria dalle parti del Pratello, e davanti a un paio di Negroni ci eravamo sciolti un po'.
Lei mi aveva lodato ripetutamente e, aggiungo, compulsivamente per il ritmo dei dialoghi de L'era del porco e per la costruzione del personaggio femminile. Mi aveva svelato di aver avuto il mio romanzo dal Dottor Strange, grande appassionato di letteratura giovanile contemporanea. Capitan America, lui invece aveva letto tre volte Accecati dalla luce. Wolverine era stato sorpreso mentre leggeva tutto assorto Blackout accanto a una cassa di birra. Kitty Pryde era stata così avvinta dalla lettura di Despero da smaterializzarsi fino a sprofondare nel divano.
Io, intimidito da tutti quei complimenti, mi ero complimentato con lei per quella volta che aveva sconfitto Ultron e per quell'altra storia di Kang e la Madonna Celestiale e quell'altra ancora con Morgana LeFey. Avevo glissato abilmente su vicende sordide tipo la distruzione di metà dei Vendicatori, la decimazione della popolazione mutante, la slinguazzata con Capitan America, o storie ancor più vecchie, quella volta che era stata posseduta da Chton, tipo, o quell'altra vicenda di Scarlet Nera...
... anzi, intanto che le sue labbra si muovevano per formare le parole ritmo incalzante e perfetta gestione del giro della frase, sempre riferite al mio romanzo L'era del porco, mi era venuta in mente una parentesi un po' bieca, a proposito di quelle labbra e di Scarlet Nera. Tipo, quella volta che era leggermente impazzita per le manipolazioni di Immortus, aveva paralizzato Wonder Man col suo potere e si era esibita in una pubblica fellatio assai brillante, non più limitata da alcun tipo di moralità. Al pensiero di quella scena, ben resa dai disegni di John Byrne nonostante i vincoli della censura, be', Danny, confesso che avevo avuto una vistosa erezione sotto i jeans. Erezione che Scarlet, pur impegnata a sorseggiare il suo Negroni, non aveva potuto fare a meno di notare.
Avevo accavallato in fretta le gambe per nascondere quella vergogna, ma troppo tardi, ormai. La bella strega aveva sorriso un po' imbarazzata, arrossendo leggermente, ma avevo colto qualcosa nel suo sguardo... compiacimento? Malizia? Non lo so. So che a quel punto avevo iniziato a formulare il mio folle piano.

[quattordici onesti centimetri]

No, Danny, non posso far vanto delle mie doti amatorie. I miei miserandi quattordici centimetri non hanno mai fatto svenire alcuna donna per lo spavento.
Però, a quel punto avevo pensato Ma questa bella rossa che mi sta di fronte, questa bella fanciulla che si è manifestata come bomba del sesso solo in preda al proprio lato oscuro, che esperienze erotiche ha mai avuto?
Un robot.
E uno che è morto.
Due volte.

Rispetto a un pezzo di ferro e un pluricadavere, Danny, perfino quattordici onesti centimetri possono sembrare qualcosa di glorioso.

[Spiderman 3]

La nostra serata era proseguita al cinema a vedere Spiderman 3, e lì avevo scoperto un vizio perverso della bella Scarlet: commentare i film ad alta voce.
Il vero Peter Parker è molto più carino, aveva detto davanti al faccione di Tobey McGuire, e il tizio alle nostre spalle aveva fatto Ssshhh!
I colori della maglia dell'Uomo Sabbia sono sbagliati, aveva detto, e il tizio aveva fatto di nuovo Sssshhh!
Ma il meteorite..., aveva iniziato a dire, interrotta dal solito Ssssshhhh del tizio. Al che Scarlet si era girata, e aveva trasformato il tizio in una confezione jumbo di pop-corn.
I vantaggi di andare al cinema con una strega.

Nel secondo tempo, Danny, le cose avevano iniziato a correre in fretta.
Scarlet non aveva apprezzato la scena di Peter e Mary Jane sul ponte di Central Park, così l'aveva magicamente tolta dal film.
Poi c'era stata la battaglia finale, l'Uomo Ragno da solo contro Venom e l'Uomo Sabbia. Qui, di fronte all'assalto combinato dei due nemici contro l'eroe, davanti all'Uomo Ragno caricato di mazzate, avevo visto i suoi occhi accendersi e il suo florido seno inarcarsi in avanti. Sadica, sì. Chi l'avrebbe mai detto?
Nel momento in cui l'Uomo Sabbia iniziava a massacrare di botte l'eroe, l'eccitazione di Scarlet si era fatta incontrollabile. E, nel buio, la sua mano destra si era allungata verso di me.
A incontrare la mia prepotente erezione.

Ti stai eccitando, Danny?
Fai bene. Mi sto eccitando anch'io a raccontartelo di nuovo. Stai tranquillo. Non ti salterò addosso. Non sei il mio tipo. Ahr, ahr.

[finalmente si tromba]

Be', Danny, in sostanza, Scarlet aveva fermato il tempo e aveva iniziato a strapparmi i vestiti lì, nel bel mezzo del cinema. Adorava farlo con la gente intorno, mi aveva sussurrato famelica all'orecchio. Io mi ero guardato in giro, avevo visto gli spettatori paralizzati, chi con le patatine in mano, chi con gli occhi sbarrati, chi con la mano nella scollatura della fidanzata.
E avevo sfoderato tutto il mio scarso ma onesto repertorio.

Danny, sarò sincero.
Non ci vuole molto a soddisfare una donna, quando è abituata a trombare solo con cadaveri e robot.

[astute coccole]

Alla fine ci eravamo accoccolati nudi e sudacchiati tra le poltroncine del cinema. Io le avevo grattato su e giù l'avambraccio sinistro - cosa che, ti confido, la fa impazzire - e lei aveva sussurrato rauca È stato bellissimo, mi hai fatta sentire finalmente donna, come posso ringraziarti?
Eccolo, il mio momento. Il trionfo.
L'avevo guardata dolcissimo.
E avevo detto Ringraziarmi è facile.

Avevo esposto la mia richiesta.
Lei aveva sorriso. Mi aveva baciato sulle labbra. Aveva schioccato le dita.
E ricreato il mondo.

[House of M] 

Insomma, Danny, capiamoci. Non è stato niente di personale.
Io avevo solo chiesto di diventare lo scrittore più famoso dell'universo, e lei aveva ricreato la realtà secondo la mia richiesta. Aveva dato vita alla seconda House of M, la Casata di Morozzi.
Nel nuovo universo, il mio romanzo Dieci cose che ho fatto ma che non posso credere di aver fatto, però le ho fatte aveva venduto centotredici milioni di copie. L'Emilia o la dura legge della musica, centoquattordici. L'abisso viaggiava sul miliardo. Il mio conto in banca e la mia notorietà avevano subito qualche leggera variazione, rispetto all'universo precedente.
Capisci, Danny? Io le avevo chiesto una cosa soltanto, una sola. Tutto il resto è stato un suo personale abbellimento. Sai come sono le donne innamorate. Devono sempre esagerare.
Insomma, io le ho detto: Fammi diventare lo scrittore più famoso del mondo, mica: Trasforma Dan Brown in un nanetto da giardino. Anche perché, poi, in questo nuovo universo, Il codice Da Vinci l'ho scritto io. E l'ho scritto anche un po' meglio di te.
Senza rancore, eh?
Ora ti saluto. Mi è arrivata una mail da una certa che dice di aver letto con passione Le avventure di zio Savoldi. È il caso che io vada a verificare se è la telepate mutante dalla coscia lunga che spero sia.
Ciao, Danny. Ci vediamo nei fumetti.
 
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