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di Eleanore Rigby
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Il 12 maggio è il giorno in cui spedisco il Secondo Numero del mio pamphlet ai miei Amorevoli Sostenitori. C'è voluto più del previsto. Ma, capitemi. È come quando cerchi di organizzare una festa, una bella festa, coi cappellini colorati sopra lo smoking e l'abito da sera - lungo, con un po' di spacco e scollato con noncuranza. Inviti, cucini, ma soprattutto mesci cocktail. Non è facile fare il cocktail giusto. Non tutti gradiscono il brodo del Bull Shot, anche se il manzo l'hai comprato dal macellaio e l'hai fatto bollire nella Perrier. Non tutti, forse, pazienteranno mentre cerchi il compagno ideale per il liquore alla ciliegia. Ammesso che ci sia. E di sicuro non è la vodka alla fragola. Ma per quelli che hanno pazienza, che restano fino a quando l'orchestra mariachi prende il centro della scena, e le spalline degli abiti scendono e le cravatte saltano e le gote delle signorine si fanno un po' più rosse, allora lo trovi. Trovi il liquore benedettino giusto, e il whisky canadese è alla temperatura giusta, e i limoni sono maturi. O forse, gli ingredienti della Democrazia Cinese sono altri - due chitarre, un basso, una batteria e un cantante biondo. Ma per quelli che ancora ci credono, è lì che la festa inizia.
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